Core ingrato (un’altra storia di Tony Plumbeo)
Roma gli ha rubato l’anima e ci ha fatto un arbre magique al mango. Tony Plumbeo spande intorno a sé l’afrore del capo-branco, artista della capocciata, traghettatore di capitali altrui. I suoi superpoteri brillano sotto pelle come lucciole indecenti. In un secondo, può rispondere a un’intervista, fare l’amore al telefono e sollevare un tram. Ma adesso qualcuno si è preso Sciaron. Lo sfintere di Roma molla il colpo.
Datemi sangue per tracciare la strada che mi separa da Sciaron. Sarò un treno di ferro. Sarò il sasso per la forbice, la forbice per la carta e tutto il resto. A questo pensa Tony Plumbeo, con la sua mente da guerriero inurbano. Scrocchia le dita con rumore osceno e ripensa a quando Sciaron gli ha detto la frase che lo ha reso schiavo d’amore: Levete dar cazzo, moro. So’ nervosa. Lui la guardò. E fu subito sera…
[…]
continua da Lorenzo “Lollo” Bartoli
2 Notes/ Hide
-
fendesa reblogged this from skiribilla
-
fendesa liked this
-
skiribilla posted this


