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Gli infermieri ciabattano intorno, quello è il loro mestiere, folletti sorridenti e dolci euchessine per l’anima ingolfata dei parenti. Ecco, sei arrivato. La camera è quella che stanno rifacendo, dove tu sei fastidioso come un vecchio zio che viene a trovarti la domenica mattina, fumando MS e snocciolando tristezze di quand’era felice.
Tua madre ti sorride, perché pensa che sei venuto per portarla a casa.
Non è così, però. Non è mai così, perché i finali, se ci pensi, li scrivono tutti uguali.
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Troppo veloce, troppo furioso
Lorenzo Bartoli - Cuori da bar

