Andrà bene, sai?
Leggo solo ora questo articolo comparso su uno dei blog del Fatto Quotidiano due giorni fa.
Leggo e, di primo acchito, resto senza parole. È normale che una testata giornalistica seria dia spazio a un pezzo scritto così palesemente in cattiva fede, di così strabordante pregiudizio e ignoranza, lasciato cadere nel web così, come si lascerebbe cadere un “governo ladro” al bar del quartiere?
Un pezzo piccolo, intellettualmente e moralmente? Qualunquista e disinformato? Profondamente omofobo, di quel tipo di omofobia che si insinua nelle crepe buie della società civile mascherandosi da legittima preoccupazione? Che fa sua una tesi ripugnante a priori, ossia che il pregiudizio non si può abbattere, perché, be’, così gira il mondo, signora mia?
Analizziamolo, questo pezzo, quindi. Cerchiamo di capire come è finito su una testata giornalistica che cerca di essere seria.
Dice Corlazzoli, maestro elementare:
Premetto che ritengo sacrosanto che venga riconosciuto il diritto alle coppie gay di sposarsi. Non solo. Sono un maestro che spesso, pur sfidando i pregiudizi di qualche genitore, ha affrontato il tema dell’omosessualità consapevole che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità in una classe di venti adolescenti, un ragazzo o una ragazza ha la probabilità, dal punto di vista statistico, di essere omosessuale.
Forse sono io a essere sospettosa, ma un discorso del genere mi sembra terribilmente simile al vecchio “non sono razzista, ma…”
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tutto il post di Susanna Raule qui
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7) Ci sono poi quelle parole scomode, in cui non sappiamo mai se mettere la “i” oppure no. Osservate queste due frasi:
- Mirella se non ha più argomenti apre le cosce/coscie.
- Aveva un dildo in ognuna delle sue valige/valigie.
La parola cancellata è sbagliata, ma perché? E, specialmente, come capire quando usare l’una o l’altra forma?
Domande dall’alto contenuto esistenziale.
Ancora una volta, ci viene in aiuto la grammatica delle elementari: se la velare (la “c” o la “g”) è preceduta da una consonante (ossia da tutto ciò che non è vocale), nel plurale NON ci vuole la “i”.
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Susanna Raule e il suo indispensabile post per chi ha perso i fondamentali lungo la strada](http://24.media.tumblr.com/tumblr_m6r1a3AOHG1qz7u5ro1_400.png)


