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Posts tagged with "Susanna Raule"

"E una bella ragazza" - di Susanna Raule

Non so se avete mai sentito un adolescente antisociale parlare del suo ideale di famiglia. Non della sua famiglia ideale, ma proprio di come immagina che sarà la sua famiglia se per lui “tutto andrà per il meglio”.

Io ne ho sentiti un po’. Si tratta di narrazioni molto simili tra loro – perlopiù agghiaccianti.

Si tratta di narrazioni che fanno più o meno così:

Sono pieno di soldi, ho una bella casa, con il giardino, una bella macchina veloce e una bella ragazza.

Fine della narrazione. Gli adolescenti antisociali non sono di moltissime parole.

[…]

(è una lettura che vale i minuti rubati ad altre cose)

Circa sei mesi dopo, l’aveva chiamato una certa Aurora. Sensi aveva un unico deposito mentale per le tizie con cui era andato o non era andato a letto e la cosa gli aveva già procurato problemi in passato.
Quando quella certa Aurora l’aveva chiamato, quindi, Sensi ci aveva messo ben più che qualche minuto a ricordarsi chi fosse, che faccia avesse e se ci aveva fatto sesso oppure no. Sembrava di no.

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Hardcore - Susanna Raule - terza puntata

Ermanno Sensi se ne stava seduto sul pavimento della stanza di Aurora e si chiedeva se il nobile scopo che si era prefisso giustificasse tutto quel dolore. Se fosse, in una parola, giusto per se stesso, prima che per tutto il resto del genere umano.
Se lo chiedeva confusamente, frammentariamente, perché, se il suo cervello fosse stato un grafico a torta, la fetta più grande di quel grafico avrebbe avuto l’etichetta “muto grido di dolore”. Un’altra fetta, di minuto in minuto più sottile, avrebbe avuto il titolo “nobile scopo”, appunto, mentre la terza fetta, quasi invisibile, avrebbe potuto chiamarsi “dubbi etici”.

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Hardcore - 1

Dopo vari racconti postati sul suo blog e due libri del commissario Sensi già pubblicati, Susanna Raule regala a noi affezionati seguaci (e non) una nuova avventura. 

 Puoi iniziare a leggere qui.

Grazie, Susanna :)

Andrà bene, sai?

Leggo solo ora questo articolo comparso su uno dei blog del Fatto Quotidiano due giorni fa.

Leggo e, di primo acchito, resto senza parole. È normale che una testata giornalistica seria dia spazio a un pezzo scritto così palesemente in cattiva fede, di così strabordante pregiudizio e ignoranza, lasciato cadere nel web così, come si lascerebbe cadere un “governo ladro” al bar del quartiere?

Un pezzo piccolo, intellettualmente e moralmente? Qualunquista e disinformato? Profondamente omofobo, di quel tipo di omofobia che si insinua nelle crepe buie della società civile mascherandosi da legittima preoccupazione? Che fa sua una tesi ripugnante a priori, ossia che il pregiudizio non si può abbattere, perché, be’, così gira il mondo, signora mia?

Analizziamolo, questo pezzo, quindi. Cerchiamo di capire come è finito su una testata giornalistica che cerca di essere seria.

Dice Corlazzoli, maestro elementare:

Premetto che ritengo sacrosanto che venga riconosciuto il diritto alle coppie gay di sposarsi. Non solo. Sono un maestro che spesso, pur sfidando i pregiudizi di qualche genitore, ha affrontato il tema dell’omosessualità consapevole che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità in una classe di venti adolescenti, un ragazzo o una ragazza ha la probabilità, dal punto di vista statistico, di essere omosessuale.

Forse sono io a essere sospettosa, ma un discorso del genere mi sembra terribilmente simile al vecchio “non sono razzista, ma…”

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tutto il post di Susanna Raule qui


Jul 9
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7) Ci sono poi quelle parole scomode, in cui non sappiamo mai se mettere la “i” oppure no. Osservate queste due frasi:
- Mirella se non ha più argomenti apre le cosce/coscie.
- Aveva un dildo in ognuna delle sue valige/valigie.
La parola cancellata è sbagliata, ma perché? E, specialmente, come capire quando usare l’una o l’altra forma?
Domande dall’alto contenuto esistenziale.
Ancora una volta, ci viene in aiuto la grammatica delle elementari: se la velare (la “c” o la “g”) è preceduta da una consonante (ossia da tutto ciò che non è vocale), nel plurale NON ci vuole la “i”.
[…]
Susanna Raule e il suo indispensabile post per chi ha perso i fondamentali lungo la strada

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7) Ci sono poi quelle parole scomode, in cui non sappiamo mai se mettere la “i” oppure no. Osservate queste due frasi:

- Mirella se non ha più argomenti apre le cosce/coscie.

- Aveva un dildo in ognuna delle sue valige/valigie.

La parola cancellata è sbagliata, ma perché? E, specialmente, come capire quando usare l’una o l’altra forma?

Domande dall’alto contenuto esistenziale.

Ancora una volta, ci viene in aiuto la grammatica delle elementari: se la velare (la “c” o la “g”) è preceduta da una consonante (ossia da tutto ciò che non è vocale), nel plurale NON ci vuole la “i”.

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Susanna Raule e il suo indispensabile post per chi ha perso i fondamentali lungo la strada

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Ora che mi sono convinta di essere all’inizio della Grande Decadenza mi sento molto più a mio agio. Insomma, lo sappiamo tutti che gli anni della decadenza sono uno spasso.

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Frankie says: relax – o Le Belle ed Accurate Profezie di Susanna Raule Parte Seconda.